A. S. Karate Dojo RONIN


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Le origini

Il Karate

Il Karate


"Una cintura nera non è altro che una cintura che circonda la vita. Essere una cintura nera è uno stato mentale ed un atteggiamento alla vita"

Rick English


Maestro G. Funakoshi

Breve storia

Il Karate nasce , secondo la storia più accreditata , in una piccola lingua di isole che collegano le isole maggiori del Giappone meridionale alla famosa isola sotto le coste cinesi di nome Taiwan. I giapponesi indicano queste isole col nome di Isole Ryukyu. La più grande ed importante di esse è l'isola di Okinawa.

Verso il 1340, si crearono tre regni rivali ed Okinawa si ritrovò disunita. Dieci anni più tardi, il più grande di questi regni iniziò relazioni politiche ed amministrative con la Cina. Alcuni giovani principi si iscrissero alle scuole create per studenti stranieri a Pechino, dove poterono apprendere la cultura, l'arte e le scienze cinesi. In tal modo molti abitanti di Okinawa divennero ospiti abituali della Capitale e della vita di corte in Cina, imparandone le tradizioni. Nel 1429, Okinawa fu unita sotto un unico regno e nacque la sua prima dinastia (Sho). I marinai ed i commercianti di Okinawa visitarono non soltanto la Cina ed il Giappone, ma tutti i porti dell'Asia orientale, fattore che ebbe influenze estremamente importanti per lo sviluppo delle arti marziali e per la loro storia.

Un altro fatto di assoluto rilievo storico in questo periodo fu la caduta della dinastia Sho, verso il 1470, che creò un periodo di turbolenza politica e caos che finì solamente con l'avvento della nuova dinastia, sempre Sho, nel 1477. Il nuovo monarca, Sho Shin, dovette affrontare i nobili cavalieri della Guerra che erano saldamente protetti nei loro castelli lungo l'isola. Una delle prime norme introdotte dal monarca fu quella di bandire il trasporto d'armi da parte di chiunque, nobile o contadino. La seconda mossa del re fu quella di sequestrare tutte le armi del Paese e custodirle sotto sorveglianza continua nel proprio castello a Shuri. Infine ordinò a tutti i nobili, ora disarmati, di andare a vivere vicino a lui nella capitale del Paese.
I giapponesi mantennero le regole che impedivano il possesso e l'uso di armi e la nobiltà isolana continuò a rimanere segregata nella città di Shuri. I Samurai giapponesi, peraltro, potevano trasportare armi anche ad Okinawa . Tale divieto esteso solo agli abitanti nativi dell'isola restò valido anche durante i periodi successivi della storia del Paese. Napoleone, infatti, nel 1816, nell'udire che vi era un piccolo Paese di nome Okinawa dove il popolo girava disarmato esclamò: "Non riesco a capire come possa esistere un popolo disinteressato alla Guerra...."
Oggi, ad Okinawa, i più grandi Maestri di Karate ritengono che il divieto per le armi posto dal loro primo Re fu atto di grande saggezza e non di oppressione.


Karate Do in Giapponese

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