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Il Karate
Credo del Karate
"Vengo a te con Karate , mani vuote. Non porto armi, ma se sarò costretto a difendere me stesso, il mio onore od i miei principi, fosse questione di vita o di morte, giusta o sbagliata che sia, allora ecco le mie armi ...le mie mani nude".
Saggezza
...."come la superficie levigata di uno specchio riflette qualunque cosa le stia intorno senza distorsioni e una valle silenziosa riecheggia anche i rumori più deboli; allo stesso modo lo studente di karate deve rendere vuota la mente da egoismi e debolezze"…
G. Funakoshi
I Codici del Karate
Il cuore di una persona è come Cielo e Terra assieme.
Il sangue circolante nel corpo è come la Luna ed il Sole.
Il comportamento nel Bere può essere accettabile o riprovevole.
L'Equilibrio di una persona si comporta come un Peso.
Il corpo deve poter cambiare Direzione in qualsiasi momento.
Il Momento per colpire è quando se ne presenta l'occasione Giusta.
L'occhio deve vedere ogni cosa ovunque essa sia .
L'orecchio deve sentire ogni suono o rumore da ovunque provenga.
L'Arte della Mano Vuota
La descrizione storica getta le basi capire la grande tradizione di Okinawa per il Te, l'arte marziale della mano, in cui il corpo umano si allena per trasformarsi in arma per l'autodifesa .
Karate, o Karate-do (l'arte di per sé), come lo conosciamo oggi, è un prodotto di sintesi tra l'antica arte Te del diciottesimo secolo, originaria di Okinawa, le antiche arti cinesi nate nel Tempio di Shaolin, ed altri stili praticati nel sud della Cina nella provincia del Fukien. Negli ultimi 70 anni, le Arti marziali giapponesi hanno molto influenzato il Karate come viene praticato in Giappone e poca di tale influenza è rientrata verso l'origine e cioè Okinawa.
Te è un'arte nata almeno 1000 fa. Gli abitanti di Okinawa di quel periodo non erano ricchi e vi erano poche armi disponibili. I territori non erano unificati e la coscienza di una forma di autodifesa si fece strada in modo prepotente e sarebbe stata poi la progenitrice di una forma di difesa personale indigena. Più tardi, tra quindicesimo e sedicesimo secolo, quando gli isolani iniziarono a viaggiare molto per il commercio, sicuramente incontrarono altri sistemi di combattimento nel Sud dell'Asia che avrebbero influenzato la loro arte locale. Alcune tecniche nel karate di oggi sembrano appartenere a quella zona del mondo dove sono nate arti antichissime per il combattimento. Tuttavia lo stile di Okinawa è unico e tutto ciò che provenisse da altre parti del mondo è stato sempre ritrasformato in modo da amalgamarsi ai principi di combattimento di Okinawa . Tra questi l'uso della mano (te) e del pugno.
Quando il Re Sho Shin disarmò i nobili e li raccolse intorno a sé nella città di Shuri, si ritiene che sorsero 2 movimenti ad Okinawa. Da una parte i nobili, che unendosi, impararono e svilupparono l'arte del combattimento a mano nuda (te). D'altra parte, i contadini ed i pescatori iniziarono a sviluppare l'uso di armi che nascevano dal loro mondo del lavoro. Falci, falcetti, bastoni per la mietitura e la pulitura delle sementi, briglie per cavalli e persino remi da barca divennero ben presto armi letali.
Entrambe le nuove scuole, quella disarmata e quella armata, venivano praticate in massima segretezza e confinate nelle rispettive classi sociali. Il Te veniva praticato dai nobili della corte reale ed il Ryukyu bujitsu (Arte con armi di Ryukyu) crebbe tra la gente comune. Anche nel ventesimo secolo, alcuni tra i maestri di karate più famosi, tra cui il più noto, Chotoku Kyan, erano e sono tuttora discendenti delle nobili famiglie della città di Shuri.
La prima manifestazione, tramandataci, di arti marziali cinesi ad Okinawa risale al 1761. Ci sono anche alcune storie biografiche di maestri del Te dell'epoca. Anche se l'arte veniva praticata in segretezza ed in luoghi lontani, di notte o alle prime luci dell'alba, nacquero 3 stili differenti nei 3 centri urbani vicini alla capitale. Le differenze stilistiche probabilmente derivano da differenti influenze tradizionali della Cina . Vi sono fatti che suggeriscono la nascita dello Shuri-te dall'arte del tempio di Shaolin, mentre lo Naha-te incorpora tecniche più morbide, taoiste, che racchiudono molta attenzione verso la respirazione ed il controllo del Ki, la forza vitale, chiamato Chi in Cina. Il Tomari-te deriva da una fusione di entrambe gli stili precedenti.
Alla fine del diciannovesimo secolo nomi e stili cambiarono ancora. L'arte di Shuri e Tomari presero un unico nome di Shorin-ryu, che significa "la scuola del pino flessuoso". Naha-te divenne quel che ora si chiama Goju-ryu, "la scuola dura e morbida" sviluppata dal maestro Higaonna Kanryo. Lo Shorin-ryu si divide a sua volta in altre scuole che hanno lievi differenze tra loro. Il Goju-ryu è sempre rimasto stilisticamente unico. E' nata anche una tradizione ad Okinawa ed in Giappone dove entrambe gli stili sono stati mescolati assieme ed insegnati come stile unico. La più grande scuola che insegna questo metodo è la scuola giapponese Shito-ryu portata avanti dal maestro Mabuni.
Per tradizione si suol dire che lo Shorin-ryu sia uno stile più leggero e veloce rispetto al Goju-ryu e che le posizioni siano generalmente più naturali. I kata delle due scuole sono leggermente diversi: nel Goju-ryu i movimenti di braccia e gambe sono più circolari e con posizioni più basse. Viene anche data grande enfasi alle tecniche di respirazione.
Nel 1935, un comitato formato da maestri di stili diversi si trovò per decidere un nome da dare alla loro Arte. La chiamarono Karate, che significa mano vuota o arte della difesa senz'armi. Alcuni maestri ritengono che l'aggiunta di -do (la via ), andrebbe aggiunto al nome.
Il Dojo
Questo è il luogo dove avviene l'accoglienza alla seduta di Karate. Solitamente dopo essere entrati vestiti del proprio Keikogi i praticanti si preparano ad un cerimoniale, che è il saluto, in cui vengono scambiati gesti di rispetto tra allievi e maestro e tra allievi stessi. Il saluto, che ha origini antichissime, è un momento di raccoglimento oltre che di rituale gestualità. Infatti i praticanti mostrano se stessi ai compagni e si rendono disponibili ad aiutare altri come loro nella pratica e nell'apprendimento delle Arti. Soltanto dopo questo momento potrà avere inizio la seduta vera e propria, che comprenderà la pratica del Kihon, del Kata e del Kumite. All'interno del Dojo esistono delle Regole che vanno rispettate e che sono importanti per dare un'organizzazione ed una mentalità a tutti i praticanti.
Gli Stili
Possiamo annoverare tra gli stili principali lo Shotokan, lo Shito Ryu, il Goju Ryu, il Wado Ryu, il Sankukai ed altri ancora. In realtà in Giappone e nelle aree dove si pratica Karate gli stili si sono diffusi enormemente grazie alle mescolanze di varie scuole capostipite da cui sono poi derivati stili minori. In Occidente la cosa è diversa perchè si sono divulgati gli stili forse più importanti senza aiutare tanti stili più tipici di certe aree geografiche a diffondersi altrettanto bene. Resta comunque il fatto che in alcune aree geografiche occidentali prevalgono alcuni stili che potremmo definire "importanti" attorno ai quali sono nate poi molte scuole che hanno diverse interpretazioni in funzione dei loro maestri che hanno subito e vissuto influenze interstilistiche.